Lascito testamentario

“Quando sarò un ANGELO, mi voglio ricordare di donare anche a te un poco del mio CUORE”

L’idea di fare testamento suscita ancora in tutti noi timori e incertezze. È un problema culturale che da sempre ci portiamo dietro, ma fare testamento significa preoccuparsi degli altri, essere solidali: è un atto che va fatto serenamente per tutelare i propri cari e favorire coloro che ne hanno più bisogno. È inoltre l’unico modo per avere la certezza che le proprie volontà vengano rispettate. Il testamento è un modo per continuare a partecipare alla vita anche quando il nostro percorso terreno sarà terminato. È inoltre l’unico strumento per destinare una quota del proprio patrimonio a una Onlus.

Il testamento

Il testamento (art. 587 c.c.) è un atto con il quale un individuo dispone delle proprie sostanze per il tempo in cui avrà cessato di vivere. È un atto strettamente personale che può essere eseguito sotto forma di testamento olografo, testamento pubblico o testamento segreto.

Il testamento olografo è la forma più utilizzata e per essere valido deve essere scritto di proprio pugno dal testatore, recare la data (giorno, mese e anno), essere firmato dal testatore e indicare chiaramente chi sono gli eredi. È consigliabile redigerlo in duplice copia consegnandone una a un notaio. Il testamento rimane valido finché non venga espressamente o implicitamente revocato con un testamento successivo. È tuttavia consigliabile, anche nel caso del testamento olografo, farlo leggere a un notaio che verificherà la presenza di tutti i requisiti e la chiarezza dei contenuti e potrà tenerne una copia in modo tale che non si corra il rischio che il testamento olografo venga distrutto, occultato o smarrito.
Il testamento pubblico è redatto dal notaio in presenza di due testimoni.
Il testamento segreto è redatto dal testatore e consegnato in busta sigillata al notaio alla presenza di due testimoni. Qualora non sia scritto di proprio pugno ogni pagina dovrà essere sottoscritta.

Con il testamento si può disporre solo parzialmente del proprio patrimonio (quota disponibile) quando vi siano il coniuge o ascendenti legittimi, figli naturali e/o legittimi, o loro discendenti (art. 536 c.c.). Queste le possibili situazioni.

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Qualora invece il testatore sia completamente solo, non abbia quindi parenti, il testamento è lo strumento che consente di disporre del proprio patrimonio. Senza testamento la successione è più complessa: vengono contattati parenti fino al sesto grado oppure, in loro assenza, tutto va allo Stato.

Il notaio di fiducia è in grado di dare tutte le informazioni e l’assistenza necessarie per fare testamento o una donazione.

Ulteriori dettagli sono disponibili in questo sito.

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